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Farmaci scaduti

Tossina botulinica in confezioni commerciali di pesto (22.7.2013)

Un lotto di pesto alla genovese prodotto da una ditta Ligure sarebbe contaminato da tossina botulinica. Dalle notizie riportate dai media é difficile valutare in modo credibile l'entità del problema e cioè quante persone siano state effettivamente esposte alla tossina botulinica. Soltanto un caso riportato da un quotidiano depone effettivamente per una reale esposizione alla tossina in quanto il paziente avrebbe presentato diplopia (visione doppia). Non sappiamo se si siano verificati casi analoghi. Riguardo tutti gli altri ricoveri che sarebbero avvenuti in relazione a questa contaminazione, non ci sono notizie certe sui sintomi accusati dai pazienti e quindi non siamo in grado di affermare se si tratti di intossicazioni da botulino o no.

In ogni caso, l’episodio desta viva preoccupazione; la contaminazione da tossina botulinica di conserve alimentari confezionate “artigianalmente” in casa è qualcosa cui siamo in un certo senso abituati e che è responsabile della totalità (o quasi !!) dei casi di botulino registrati ogni anno in Italia. Le regole per prevenire la contaminazione da parte delle spore del batterio (ubiquitarie nell’ambiente) sono difficili da applicare nell’ambiente domestico e lo sviluppo della tossina (che può avvenire solo in precise circostanze ambientali) può essere spesso efficacemente prevenuto attraverso mezzi chimici o fisici di facile attuazione (acidificazione, conservazione a basse temperatura, bollitura dei prodotti per distruggere le spore, etc)

Che queste regole possano non risultare  efficaci in un ciclo di produzione industriale è fonte di viva preoccupazione solo pensando all’infinito numero di conserve alimentari prodotte in Italia e commercializzate ovunque. Sarà necessario ricostruire i meccanismi che hanno prodotto la contaminazione dei prodotti a base di pesto ed individuare eventuali falle dei sistemi di prevenzione delle tossinfezioni alimentari  

Maggiori informazioni sulla tossina botulinica e sulla prevenzione della contaminazione delle conserve alimentari

Morso di vipera: niente laccio !! (24.06.2013)

In una popolare trasmissione televisiva in rete nazionale è stato erroneamente consigliata l'applicazione del laccio emostatico in caso di sospetto morso di vipera. Il laccio emostatico è inutile e dannoso in caso di morso di vipera in quanto blocca la circolazione venosa e può creare importanti problemi sulla circolazione arteriosa. 





Sigaretta elettronica: Ministero della Salute e Consiglio Superiore di Sanità si muovono (05.06.2013)


Il Consiglio Superiore di Sanità si esprime e esprime parere contrario sul far rientrare le sigarette elettroniche tra i medicinali “per funzione”. Suggerisce al Ministero della Salute di costituire un "tavolo permanente" su cui far convogliare "fonti di dati e osservatori", di promuovere iniziative per informare sui potenziali pericoli e di stimolare la ricerca. 


Tali suggerimenti e consigli appaiono, a nostro parere, generici e privi di obiettivi chiari e perseguibili. 


Molto più importanti, invece, le indicazioni sul non utilizzo in gravidanza e allattamento, sul divieto di uso nelle scuole, sulla regolamentazione della pubblicità e, infine, sulla protezione delle ricariche per impedire l'esposizione dei bambini

Questa ultima indicazione appare particolarmente significativa considerando le concentrazioni di nicotina di alcune ricariche da 2 ml (9 mg/ml) che potenzialmente espone un bambino ad una dose unica di 18 mg di nicotina, dose da ritenersi decisamente pericolosa nei primi anni di vita.


Scarica Comunicato Stampa del Ministero della Salute


Morso di vipera: come prevenirlo, cosa fare ....

Con la primavera, ritorna il pericolo del morso di vipera per chi, senza adottare le necessarie precauzioni, passa del tempo in campagna.

Prevenzione:

  • non camminare in campagna se privi di calzature adeguatamente proteggenti e coprenti
  • proteggere le mani con guanti da giardiniere in caso di ricerca di asparagi, cicoria, funghi, etc

Ricordare che la vipera non attacca ma si difende mordendo se disturbata.

In caso di sospetto morso:

  • rimanere tranquilli; in caso di agitazione incontrollata è estremamente utile somministrare un sedativo per bocca (ad esempio Diazepam); ciò evita l’'attivazione incontrollata dei meccanismi da stress che provocano una più rapida diffusione del veleno
  • attivare immediatamente i soccorsi (118); se il telefono cellulare non ha campo, tranquillizzare la vittima e raggiungere rapidamente una zona con campo di ricezione.
  • evitare di applicare il laccio emostatico; il laccio rallenta o blocca il deflusso venoso creando una indesiderata stasi venosa, mentre non blocca il flusso linfatico, responsabile della diffusione del veleno
  • evitare procedure di aspirazione o rimozione meccanica del veleno (suzione, l'incisione); non ne è dimostrata l'’efficacia e possono causare ulteriori danni
  • immobilizzare la parte colpita (ad esempio un arto) mediante un bendaggio steccato non compressivo, come si farebbe per un arto fratturato
  • non utilizzare alcun tipo di siero antiofidico, se disponibile. Il siero antiofidico deve essere utilizzato in casi gravi e solo in ambiente ospedaliero.

Più info


Sigaretta elettronica: quali rischi ?

Il Ministero della Salute ha proibito la vendita delle sigarette elettroniche ai minori 18 anni. L’'ordinanza del Ministro della Salute entra in vigore il 23 aprile prossimo.

L’'Istituto Superiore di Sanità, a cui è stato chiesto un parere su rischi connessi all’'utilizzo delle sigarette elettroniche, in particolare sui minori, ha fornito le proprie valutazioni il 20 dicembre 2012, proponendo una metodologia per la valutazione della pericolosità che prevede l’'applicazione di un modello che misura l’'assorbimento di nicotina dalle diverse cartucce disponibili, considerando il ricorso alla sigaretta elettronica da parte di “fumatori” a moderata, media e forte intensità di utilizzo.

Si è evidenziato che, anche per i prodotti a bassa concentrazione, “la dose quotidiana accettabile di nicotina – come determinata dall’'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) – è superata anche solo con un uso moderato delle sigarette elettroniche. Tale evidenza è ancora più significativa negli adolescenti .Quindi non si possono escludere effetti dannosi per la salute”.

Inoltre rimane da stabilire se le ricariche contenenti nicotina o altre sostanze, possano ricadere nella definizione di “medicinale per funzione”, pur in assenza di una ’esplicita destinazione d'’uso in tal senso da parte del responsabile dell'’immissione in commercio.

Cosa dire di altre possibili sostanze che vengono inalate con la sigaretta elettronica ?

E’' possibile affermare che non sono disponibili evidenze scientifiche definitive. Un recente lavoro di Williams e coll (1) ha evidenziato che l’'aerosol emesso dalla sigaretta elettronica contiene particelle di dimensione superiori ad >1 μm contenenti stagno, argento, ferro, nickel, alluminio e silicati e nanoparticelle (< 100 nm)  di stagno, cromo e nickel. La concentrazione di 9 degli 11 elementi ritrovati è risultata uguale o superiore alle corrispondenti concentrazioni nel fumo di sigarette convenzionale.

Questi dati non sono sufficienti per quantificare i rischi  della sigaretta elettronica in confronto con quelli legati al fumo tradizionale. Sono senza dubbio sufficienti per affermare che sono necessari ulteriori studi per valutare il problema. Fortunatamente il nostro Istituto Superiore di Sanità è attivato in tal senso e presto fornirà indicazioni attendibili.

(1) Williams M, Villarreal A, Bozhilov K, Lin S, Talbot P (2013) Metal and Silicate Particles Including Nanoparticles Are Present in Electronic Cigarette Cartomizer Fluid and Aerosol. PLoS ONE 8(3): e57987. doi:10.1371/journal.pone.0057987












Le intossicazioni acute e gli “avvelenamenti” da sempre posseggono un impatto pratico e emotivo sia sulla popolazione “laica” che su sugli operatori sanitari. Il veleno è vissuto, quasi sempre, come qualcosa di estraneo alla vita di tutti i giorni, misterioso, vagamente esotico.
WarningLabelCorrosive
L'’ambiente in cui viviamo abbonda di potenziali veleni, basti pensare agli invisibili inquinanti atmosferici o alle sostanze presenti nelle mura domestiche. Purtroppo la coscienza collettiva oscilla spesso tra atteggiamenti eccessivamente ottimistici e rassicuranti e comportamenti sproporzionati e ansiogeni; il “giusto mezzo”, il corretto e proporzionato sfuggono il più delle volte sommersi tra l’esigenza di positività e la voglia di notizie clamorose.

Sia il comune cittadino che gli operatori sanitari hanno bisogno di fonti attendibili di cultura sui reali pericoli tossici presenti nel nostro ambiente di vita. 
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