Efficacia e tossicità dei farmaci scaduti


Introduzione

E’ opinione diffusa tra la popolazione generale soprattutto e talvolta anche tra gli operatori sanitari che i farmaci scaduti siano tossici. Che cosa indica, effettivamente, la data di scadenza dei farmaci ? Cosa accade se vengono somministrati farmaci scaduti ? Rispondere a queste due domande non è semplice e certezze matematiche non possono essere al momento dichiarate. E’ possibile, tuttavia, discutere alcuni punti sulla base di citazioni della letteratura e di esperienze cliniche.

 

Perdita dell’'efficacia dei farmaci

Le variabili che offrono garanzie sull’'efficacia del farmaco sono essenzialmente due:

  • utilizzazione prima della data di scadenza
  • corrette condizioni di conservazione

La data di scadenza dei farmaci indica il periodo di tempo durante il quale l’'efficacia del farmaco è compresa in un limite clinico accettabile, considerate “normali condizioni di conservazione” (1). In particolare si applica a confezioni chiuse e generalmente cade dai 2 ai 5 anni dopo la data di produzione. (2) In pratica indica il periodo temporale in cui è molto probabile, se non certo, che il farmaco, correttamente conservato, mantenga non meno del 90 % della sua efficacia.

Oltre la data di scadenza, quindi, non è possibile garantire che il farmaco sortisca gli effetti attesi e per i quali viene somministrato.

Allo stesso tempo, non è possibile garantire che il farmaco funzioni se non state rispettate le corrette circostanze di conservazione. Alcuni fattori ambientali sono noti per condizionare negativamente la conservazione dell’'efficacia dei farmaci:

  • luce
  • ossigeno
  • umidità
  • temperature estreme

L’'adrenalina, ad esempio, deve essere conservata in fiale scure e rapidamente si ossida se esposta all’aria.

Alcune regole di comportamento contribuiscono al mantenimento delle condizioni ottimali per la conservazione dell'’efficacia dei farmaci:

  • leggere le regole di conservazione se presenti e rispettarle
  • conservare i farmaci al riparo dalla luce ed evitare comunque di esporli alla luce solare diretta
  • conservare i farmaci in ambienti a bassa umidità; se ciò non è possibile, considerare contenitori stagni
  • evitare le temperature estreme
  • mantenere il più possibile i farmaci nei contenitori originali

La perdita dell'’efficacia è quindi il principale aspetto legato all’utilizzo dei farmaci oltre la data di scadenza o conservati in condizioni inappropriate.

Conservazione dell’'efficacia oltre la data di scadenza ?

Medical Letter ha stimato che i farmaci correttamente conservati e chiusi potrebbero mantenere il 70-80 % della loro efficacia per periodi molto più lunghi di quelli previsti dalla data di scadenza, 10 anni o di più (2). Se la confezione è aperta, invece, il farmaco potrebbe mantenere il 70-80 % della sua efficacia per 1-2 anni oltre la data di scadenza.

La Sanità Militare risulta particolarmente sensibile al problema: ingenti quantità di farmaci conservate e pronte all’uso in caso di conflitto e che devono essere regolarmente sostituiti ogni 2-3 anni. La Sanità Militare americana quantifica la spesa legata al turn over dei farmaci nell’ordine del miliardo di dollari. Per questo motivo, nel 1985 la FDA intraprese un programma di test sull’efficacia dei farmaci scaduti allo scopo di aumentare la durata dello stoccaggio dei farmaci (Shelf Life Extension Program). I risultati del programma, mai diffusi pubblicamente, mostrarono che circa il 90 % dei farmaci testati (circa 100) erano sicuri ed efficaci molto al di là della data di scadenza, in alcuni casi anche per 15 anni. La FDA si mostrò, naturalmente, estremamente cauta stressando la mancanza di basi scientifiche definitive della valutazione, mirata a farmaci per uso militare e l’impossibilità di estendere tali considerazioni a tutti i farmaci per uso civile.

Dichiarare dei tempi di efficacia e conservazione relativamente brevi ha un senso, dal punto di vista delle Compagnie Farmaceutiche, anche per motivi diversi da quelli strettamente legati alla certezza dell’efficacia e della sicurezza. Ad esempio, nuovi e più efficaci farmaci possono essere più facilmente immessi nel mercato se i vecchi in circolazione “scadono” in tempi relativamente brevi. Oppure, i rischi legati alla sicurezza e all’'efficacia diminuiscono se il periodo “dichiarato” di possibile uso è breve. Infine, è possibile che la data di scadenza includa anche una “componente commerciale”, più o meno potente ? E’ possibile che commercializzare farmaci con 10 anni di validità risulti commercialmente sconveniente ?

Il caso dell’'aspirina è significativo. Il periodo di validità dell’aspirina è di 2 o 3 anni; tale periodo è considerato alquanto conservativo dalle stesse compagnie farmaceutiche e test di 4 anni, effettuati dalle stesse compagnie, hanno dimostrato la perfetta conservazione delle doti farmacodinamiche dell'’aspirina. La spiegazione fornita dalle compagnie di tale “dissonanza” includono problematiche legate a modifiche delle confezioni, dei programmi commerciali, a necessità di continui test di sicurezza per i quali date di scadenza di 4 anni sarebbero estremamente scomode e poco pratiche. Inoltre, esistono dimostrazioni di stabilità ed efficacia dell’aspirina anche 5 anni dopo la data di produzione (6)

Uso dei farmaci scaduti ?

La possibilità che farmaci scaduti possano ancora essere efficaci ha stimolato l’'idea della loro utilizzazione per uso compassionevole.

Alcuni Stati proibiscono l'’uso compassionevole dei farmaci scaduti, altri ignorano il problema e sono tollerate donazioni di farmaci scaduti per situazioni di indigenza e povertà. Si tratta di situazioni che devono essere monitorizzate attentamente e occorre considerare in dettaglio il rapporto costo/beneficio dell’operazione. Alcuni farmaci hanno un basso indice terapeutico e anche piccole diminuzioni di attività farmacologia possono risultare in pesanti ripercussioni sul paziente. In questi casi è assolutamente tassativo il rispetto della data di scadenza. Ecco alcuni esempi:

  • anticonvulsivanti
  • anticoagulanti
  • teofillina
  • digitale
  • ormoni tiroidei
  • contraccettivi orali

In caso di estrema necessità e senza disponibilità di farmaci validi, è accettabile utilizzare farmaci scaduti secondo il banale principio: “meglio di nulla ?”

Tossicità dei farmaci scaduti

Fatta eccezione di casi di sindrome di Fanconi successiva all’uso di preparazioni degradate a base di tetracicline (3,4,5), nessuna reazione avversa o intossicazione è stata mai segnalata in seguito alla somministrazione di farmaci scaduti. E’ quindi possibile affermare che i farmaci scaduti non posseggono tossicità acuta apprezzabile.

Conclusioni

La data di scadenza dei farmaci dipende da numerose considerazioni le più importanti delle quali rimangono quelle legate all’efficacia e alla sicurezza della somministrazione. Esistono segnalazioni che inducono ragionevolmente a pensare che molte formulazioni, specialmente in forma di compresse, possano mantenere la loro efficacia e sicurezza per tempi superiori a quelli previsti dalla  data di scadenza e questo è alla base dell’uso compassionevole, non universalmente accettato, dei farmaci scaduti. Fatta eccezione per le tetracicline, la tossicità dei farmaci scaduti è da considerarsi pressoché nulla.

Bibliografia

  1. The United States Pharmacopea, 22nd rev., and The National Formulary, 17th ed., The United States Pharmacopoeia Convention, Rockville, MD 989; 10
  2. “Drugs past their expiration date”, Med Lett Drugs Ther 1996 Jul 19;38(979): 65-6
  3. Primpter GW, et al ”Reversible fanconi syndrome caused by degraded tetracycline” JAMA 1963; 154:111
  4. Gross JM. “Fanconi syndrome (adult type) developing secondary to ingestion of outdated tetracycline”  Ann Int Med 1963; 58:52
  5. Sulkowski SR, Hascrick JR. “Simulated S.L.E. from degraded  tetracycline” JAMA 1964; 189:152