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Cannabis: quali effetti sulla salute ?

3 Febbraio 2009

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Sugli effetti sulla salute della Cannabis esiste una significativa quota di propaganda-letteratura pseudoscientifica e disinformazione sia proveniente da coloro i quali ne sostengono le virtù terapeutiche e i possibili utilizzi sia da parte di detrattori.

Ma dov'è la verità ?

In primo luogo occorre ricordare che esistono numerosi vincoli legali e politici che ostacolano o bloccano la ricerca scientifica sulla Cannabis. Si tratta di una pianta alla cui coltivazione è illegale anche se solo a scopo di ricerca.

In particolare in Italia la ricerca scientifica sulla Cannabis è molto indietro rispetto agli Stati Uniti e alla maggior parte dell'Europa. Soltanto nel 2006 su richiesta del Ministero della Sanità il consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge per promuovere la ricerca e ha previsto l'inserimento di due farmaci a base di Cannabis nell'elenco delle terapie farmacologiche antidolorifiche.

I principali effetti fisiologici del fumo di Cannabis sono la secchezza delle fauci, l'arrossamento delle congiuntive, una modesta riduzione delle capacità motorie e della concentrazione, la stimolazione dell'appetito e l'aumento della frequenza cardiaca. Esistono poi molti effetti definibili come soggettivi come ad esempio un maggior apprezzamento del gusto e dell’aroma del cibo, della musica e delle attività ricreative. Generalmente la Cannabis sembra attenuare la tensione e produrre un leggero senso di felicità o euforia nel caso di consumatori cosiddetti occasionali, a dosi elevate, la Cannabis può determinare distorsioni molto marcate della percezione spazio temporale, della percezione corporea, allucinazioni visive e uditive o veri e propri stati di depersonalizzazione.

Tali effetti sono facilmente spiegabili considerando le aree del cervello in cui sono principalmente distribuiti i recettori per i cannabinoidi: i gangli della base, associate al controllo dei movimenti, il cervelletto, che coordina i movimenti del corpo, l'ippocampo, area destinata a funzioni di apprendimento di memoria e di controllo dello stress, la corteccia cerebrale necessaria per funzioni cognitive elevate, il nucleo accumbens considerato il centro del piacere del cervello; altre zone dove i recettori per i cannabinoidi sono presenti in grande quantità sono l'ipotalamo organo regolatore tra l'altro della sensazione di sazietà, l'amigdala, associata alle emozioni e alle paure, il midollo spinale legato alle sensazioni periferiche come ad esempio il dolore, il tronco dell'encefalo importante per il sonno per l'eccitazione sessuale e per il controllo motorio.

L'assunzione di alte dosi è di fatto impossibile in quanto il modo di assumere la Cannabis è fumarla con o senza tabacco; di fatto non esiste il tempo materiale per poter assumere dosaggi che consentano il raggiungimento di livelli di emergenza e quindi di fatto non è possibile raggiungere una sorta di "dose letale"; non esistono casi di overdose da Cannabis né tantomeno casi letali da Cannabis.

È interessante  che gli effetti della Cannabis possono variare grandemente in relazione alla suggestione che ha il soggetto che ne sta facendo uso; lo stato psicologico dell'individuo è importante perché può amplificare o meno le sensazioni causando veri e propri stati d'ansia. A stomaco vuoto e se si è alle prime esperienze è possibile vomito e sudorazione per brevi periodi (massimo due-tre minuti).

Ricerche effettuate sugli animali hanno dimostrato che è possibile una dipendenza di tipo psicologico mentre non è mai stata dimostrata una vera e propria dipendenza di tipo fisico. L'interruzione improvvisa dell'assunzione di Cannabis dopo un certo periodo l'utilizzo cronico ad alti dosaggi può portare in alcuni casi insonnia, agitazione, perdita dell'appetito, irritabilità, aumento della attività muscolare e dell'aggressività.

Gli effetti cardiovascolari della Cannabis comprendono l'aumento della frequenza cardiaca e un moderato aumento della pressione arteriosa associati talvolta a ipotensione ortostatica. Questi sintomi sono dose dipendenti ma si riducono per lo sviluppo di tolleranza farmacologica a medio e lungo termine.

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