|
Stato vegetativo persistente: perché tutti parlano senza sapere ? |
8 Febbraio 2009 | --------------- | Esiste un essere umano vivente che conosca con un'accettabile quota di certezze le sensazioni che prova un essere umano con gravi danni del sistema nervoso centrale ? | Esprimo il mio pensiero sull'argomento sulla base di 25 anni di lavoro in un centro di rianimazione. | | ------------- |
Ho assistito molti malati che, per cause diverse, avevano riportato gravissime lesioni del sistema nervoso centrale tali da impedire un contatto con il mondo esterno così come noi, esseri umani in "buone" condizioni di salute, lo concepiamo. | La concezione comune di "coscienza" include tra l'altro la capacità dell'essere umano di rendersi conto dell'ambiente che lo circonda e, soprattutto, la capacità di comunicare agli altri tale consapevolezza. In altre parole un essere umano "sano" si rende conto dell'ambiente che lo circonda ed è in grado di far capire agli altri che se ne rende conto. | I malati che si trovano nel cosiddetto "Stato vegetativo persistente" non sono in grado di comunicare con l'esterno, almeno secondo i criteri da noi conosciuti e legati al funzionamento dei nostri organi di senso. Per cui non parlano, non eseguono ordini semplici. Non si muovono in modo finalistico. | I malati che si trovano nel cosiddetto "Stato vegetativo persistente" non ascoltano e non sentono..... ma come si fa ad essere sicuri di questo ? Chi può testimoniare con certezza quali segnali acustici giungano all'interno del loro cervello e come essi vengono interpretati ? | I malati che si trovano nel cosiddetto "Stato vegetativo persistente" non vedono e non guardano nonostante alcuni di loro a volte hanno gli occhi aperti..... ma come si fa ad essere sicuri di questo ? Chi può testimoniare con certezza quali segnali visivi giungano all'interno del loro cervello e come essi vengono interpretati ? | Questo è il punto. Nessun esame strumentale morfologico o elettro-fisiologico è in grado, con matematica certezza, di documentare la assenza o la parziale presenza di qualche tipo di comunicazione tra l'esterno e l'interno. | Per questo motivo nessuno può sapere con certezza cosa realmente succede all'interno di un cervello gravemente danneggiato ma ancora vivo. Non sappiamo se esiste una qualche forma di sofferenza. Non sappiamo se esiste una qualche forma di benessere o felicità. Non sappiamo se esiste una qualche forma di consapevolezza primordiale. | Alessandro Barelli | |
|
|
|