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Il monossido di carbonio (CO) è un gas  senza caratteristiche organolettiche (incolore, inodore, insapore, non irritante): ciò lo rende un pericoloso e silenzioso killer soprattutto a causa della generalizzata disinformazione secondo la quale si ritiene erroneamente che l'assenza di odore di gas rappresenti sempre una condizione di sicurezza.--------------

Inoltre, i primi sintomi dell’intossicazione spesso non vengono messi in relazione all'esposizione in quanto generici e aspecifici.

Soggetti presenti in un locale chiuso che si va saturando di CO, non hanno la chiarezza di dover reagire, né sanno cosa fare.

Questo perché, appunto, i primi sintomi da intossicazione da CO sono generici: un leggero mal di testa, un po' di affanno, sensazione di vertigini, uno stato di confusione mentale, generici disturbi alla vista, nausea, vomito.

Tali sintomi, nel loro complesso, sono anche associabili e riconducibili a diverse e comuni cause, con il risultato che non ci si presta attenzione più di tanto.

Nei mesi invernali l’intossicazione da monossido di carbonio può avvenire per cause accidentali legate al periodo dell’anno (scaldabagni, stufe, impianti di riscaldamento difettosi, locali con camini e stufe a legna non sufficientemente ventilati)

Talvolta ci si sente del tutto al sicuro solo per aver fatto eseguire la manutenzione del proprio impianto di riscaldamento. Non sempre però queste verifiche sono effettuate con la necessaria scrupolosità e competenza. Il risultato è che si trascurano sintomi che in circostanze diverse avrebbero allarmato e l'intossicazione da monossido di carbonio produce i suoi effetti, magari lenti ma inesorabili.

Il comportamento di ogni installatore di fronte alla revisione di un impianto esistente, o all'installazione di una nuova caldaia, deve essere responsabile e attento.

Sono tre le operazioni indispensabili da compiere:

  • accurata verifica dell'installazione e funzionamento degli impianti di riscaldamento
  • rispetto delle norme di sicurezza
  • ispezione regolare del sistema di areazione e del tiraggio dei camini

I rilevatori di CO sono strumenti di costo contenuto che producono con precisione e affidabilità un allarme anche per basse concentrazioni di CO (220 ppm). Intervengono con segnalazioni luminose o acustiche, oppure possono essere previsti per attivare una ventilazione forzata, per esempio tramite un estrattore d'aria.

In realtà a volte accade che l'utente spenga il rilevatore perché infastidito da troppo frequenti o ripetuti allarmi che, a suo parere ingiustificati dato che nella stanza "non c'erano né odori né visibili cause d'allarme".

Il CO presenta un'affinità per l'emoglobina 200-300 volte maggiore rispetto a quella per l'ossigeno e quindi i globuli rossi del sangue - che hanno il compito di trasportare e rilasciare ossigeno ai tessuti - in presenza di CO vengono pesantemente limitati nella loro funzione di trasportatori di ossigeno.

Quando il CO è in circolazione i globuli rossi vengono "sequestrati" e impediti nel trasporto e nella libera circolazione dell'ossigeno. Le conseguenze a danno dei principali organi (cervello, cuore, ecc.) che se ne nutrono per funzionare e sopravvivere possono essere molto gravi.




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