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All’'aperto, un incontro possibile e non piacevole per molti è quello con un serpente. In Italia  vivono due famiglie di serpenti: colubridi e viperidi. I colubridi sono totalmente innocui e il loro morso, possibile, non crea alcun problema a parte lo spavento. I viperidi, rappresentati da 4 specie (Vipera Aspis, Ursini, Berus, Ammodites) sono velenosi e il morso è potenzialmente mortale.

In realtà la possibilità di essere morsi è piuttosto remota soprattutto se si adottano alcune norme di cautela (e di buon senso): indossare sempre scarponcini alti alla caviglia e calzettoni, prestare attenzione a dove si mettono le mani (ad esempio nel raccogliere funghi o erbe), scostando rami e foglie con un bastone. L’immaginario collettivo ha probabilmente ingigantito i rischi, e di conseguenza la paura della gente, derivanti dal morso della vipera italiana che solo raramente è mortale.

La vipera non attacca ma si difende solo se disturbata da vicino e reagisce primariamente alla presenza dell'uomo con la fuga.

Se non viene morsa una parte vitale (volto e collo), in genere non si corrono rischi immediati per almeno 2 ore. Pertanto la cosa più importante da fare è di rimanere tranquilli, attivare i soccorsi (118) e farsi portare all’ospedale più vicino. Le procedure "aspira-veleno" richiedono una manualità e una precisione difficili da mantenere nelle emergenze, non ne è dimostrata l'’efficacia e possono causare ulteriori danni; devono quindi essere evitate.

In caso di morso:

  • rimanere tranquilli; in caso di agitazione incontrollata è estremamente utile somministrare un sedativo per bocca (ad esempio Diazepam); ciò evita l’'attivazione incontrollata dei meccanismi da stress che provocano una più rapida diffusione del veleno
  • attivare immediatamente i soccorsi (118); se il telefono cellulare non ha campo, tranquillizzare la vittima e raggiungere rapidamente una zona con campo di ricezione.
  • evitare di applicare il laccio emostatico; il laccio rallenta o blocca il deflusso venoso creando una indesiderata stasi venosa, mentre non blocca il flusso linfatico, responsabile della diffusione del veleno
  • evitare procedure di aspirazione o rimozione meccanica del veleno (suzione, l'incisione); non ne è dimostrata l'’efficacia e possono causare ulteriori danni
  • immobilizzare la parte colpita (ad esempio un arto) mediante un bendaggio steccato non compressivo, come si farebbe per un arto fratturato

 

Il Siero Antivipera non è più disponibile in farmacia da molti anni. Non è neanche più prodotto in Italia. Ciò non è un problema per il primo soccorso fuori dell’'Ospedale in quanto il siero deve essere praticato solo nei casi gravi, sotto stretto controllo medico intensivo e solo in ambiente ospedaliero protetto (Rianimazione)

I due segni di puntura causati dai due denti veleniferi raramente sono utili per la diagnosi in quanto precocemente  nascosti dai segni locali (e cioè nel punto del morso) causati  dal veleno della vipera e che sono:

  • dolore intenso
  • gonfiore (edema)
  • colorito bluastro (cianosi, ecchimosi)
  • tendenza all'estensione. 



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