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Niente ammoniaca o succo di limone. In caso di un incontro con meduse o tracine questi rimedi della tradizione popolare sono del tutto sbagliati.

Presso il servizio di tossicologia clinica del Policlinico Gemelli vengono forniti consigli utili in caso di emergenze dovute al contatto con sostanze tossiche.

Le meduse dei mari italiani non pungono ne' mordono, ma provocano una irritazione della pelle mediante i tentacoli urticanti; la reazione e' quindi limitata alla pelle e può essere più o meno estesa. Un primo intervento utile e' quello di lavare la parte con acqua, meglio se di mare, raschiando poi la cute con un qualsiasi oggetto di plastica dotato di un margine rettilineo (tanto per capire un righello, ad esempio), per eliminare i nematocisti rimasti sulla pelle.

Come trattare la parte colpita ?

Evitare ammoniaca, succo di limone o aceto, come erroneamente ancora suggerito da “non competenti”. E’ utile applicare pomate cortisoniche mentre quelle antistaminiche devono essere evitate perchè con il sole possono provocare problemi di fotosensibilizzazione.

Altro incontro spiacevole può essere con le tracine, più comune all'inizio della stagione, quando le spiagge sono meno affollate.

In genere le tossine prodotte dagli animali marini sono termolabili, vale a dire si degradano con il calore quindi e' necessario immergere la parte in acqua calda ma sopportabile, senza rischiare un ustione, oppure nella sabbia calda, per un periodo compreso tra 30 e 90 minuti. In questo modo il veleno viene inattivato. Sulla parte meglio applicare una pomata cortisonica: se il dolore diventa importante, meglio rivolgersi al medico o a un centro antiveleni.




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